Un’altra presenza ormai familiare nelle attività del Centro Psicoanalitico di Bologna, la psicoanalista Rossella Valdrè ci regala in anteprima dalla sua nuova raccolta di poesie (Sono nata l’altro ieri, in via di pubblicazione) un componimento attinente al tema della fragilità che sarà al centro di questa edizione del Festival.

Rossella Valdrè è Psichiatra e Psicoanalista con Funzioni di Training della Società Psicoanalitica Italiana (Spi) e dell’IPA. E’ stata consulente per il Tribunale per i Minorenni di Genova, ed ha insegnato teoria psicoanalitica all’Università. I suoi principali interessi sono la metapsicologia freudiana, sua materia di insegnamento, e l’estensione della psicoanalisi al mondo della cultura, in particolare al cinema. E’ autrice di diversi libri: La lingua sognata della realtà (Antigone, 2012); L’Altro. Diversità contemporanee: cinema e psicoanalisi nel territorio dell’alterità (Borla, 2015); Sulla sublimazione. Un percorso del desiderio nella teoria e nella cura (Mimesis, 2015); Cattive. E’sempre la donna la vittima? Autrici che ribaltano il mito (Alpes, 2015); La morte dentro la vita. Riflessioni sulla pulsione muta nella teoria, nella clinica e nell’arte (Rosemberg & Seller, 2016); Sul masochismo. L’enigma della psicoanalisi. Teoria, clinica, arte (Celad, 2020). Per Franco Angeli è uscito il libro ‘La società degli individui’ in cui ha scritto il capitolo sulla pulsione di morte; uscirà
per Routdlege un nuovo testo sulla pulsione di morte. La sua prima raccolta di poesie La nobiltà degli inermi (MC Ed., 2024) la trovate recensita sul nostro sito al link: La nobiltà degli inermi - Recensione di Daniela Federici. Due delle poesie di questa raccolta sono state pubblicate nella rubrica Gli analisti raccontano: Posie da "La nobiltà degli inermi" - di Rossella Valdrè . Vive e lavora a Genova.
La madre morente
Oggi ho visto la vita
abbandonarti. Silenziosa,
sta per uscire dalla stanza;
il tuo corpo resterà lì, privato
del soffio
che lo animava.
C’è terrore, negli occhi
del morente; o almeno, nei tuoi.
Non ti avvicini con dolcezza,
né la resa ti trova serena
all’ultimo appuntamento.
Che impaccio, che impotenza
per chi assiste
un’anima costretta a spegnersi;
la tua anima giocosa e scura insieme,
loquace e silenziosa,
amorosa e fredda.
Riempivi il mondo
con le tue contraddizioni.
Sono stata fortunata: una madre complicata!
Terrena golosa ambiziosa gelosa
ansiosa gioviale dura testarda sciocca e intelligente,
ce la mette tutta, a
trattenere la vita. Ma oggi
l’ho vista abbandonarti; silenziosa
sta per uscire dalla stanza.
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