Introduzione al dialogo con Ruggero Levy e Lesley Caldwell
Lo scorso maggio, dal 21 al 24, si è tenuto a Genova il XXII Congresso della SPI, intitolato La cura psicoanalitica nella contemporaneità. È stata una preziosa occasione per fare il punto sulle sfide e sulla complessità della pratica psicoanalitica contemporanea.
Dai panel centrali alle sessioni parallele, le riflessioni sull’assetto analitico, sulle evoluzioni controtransferali e sull’impatto che i drammatici tempi in cui siamo precipitati esercitano sulla pratica clinica hanno confermato la vitalità dei contributi della nostra Società e dei due ospiti stranieri invitati per le letture plenarie.
Ruggero Levy, psicoanalista della Società Brasiliana di Psicoanalisi, e Lesley Caldwell, membro della Società Britannica di Psicoanalisi, hanno messo a fuoco, da angolature diverse, le insidie e le opportunità della pratica analitica contemporanea.
Ne sono nati due incontri umanamente molto piacevoli, caratterizzati dalla spontaneità del dialogo. Abbiamo apprezzato la naturalezza con cui entrambi hanno condiviso le difficoltà incontrate nella propria pratica, il confronto con i casi clinici più complessi e suggestivi e i riferimenti teorici che possono offrire orientamento nella nostra non facile navigazione.
In entrambi è emersa una fiducia nel futuro della psicoanalisi, sostenuta dalla solidità e dalla ricchezza dei suoi fondamenti teorici e storici: una ricchezza che, come ci ricorda Caldwell, resta ancora ampiamente da esplorare e da mettere alla prova nelle situazioni cliniche che maggiormente ci interrogano.
Per entrambi, mantenere vivo il proprio dialogo interno è di vitale importanza. A questo proposito, vorremmo concludere citando alcune parole di Caldwell, che ci sembrano particolarmente suggestive:
«Naturalmente la psicoanalisi non funziona sempre. Ma conserva una straordinaria capacità di estendersi, di trasformarsi e di raggiungere nuove aree dell’esperienza umana. Con il passare degli anni, considero un privilegio enorme poter continuare a incontrare i pazienti e a rimanere in contatto con gli inconsci. È questo che continua a nutrire la mia fiducia».
Buona lettura.
Luca Castelletti e Annamaria Pietrocola
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