Cento anni di pensiero, di ricerca clinica e teorica, di formazione e di impegno.
Il video “Percorsi e Immagini, dai pionieri ai protagonisti dello sviluppo della SPI (1925-1992)” ripercorre le tappe fondamentali della storia della SPI, dalla sua fondazione agli sviluppi successivi, mettendo in luce il contributo che la psicoanalisi ha offerto – e continua a offrire – alla comprensione della mente, al trattamento della sofferenza psichica e al dialogo con la società.

“Con gran piacere ho acconsentito a questa traduzione, che realizza un mio antico desiderio. Da molti anni conosco il bel paese d’ Italia: ogni anno sento il bisogno di soggiornarvi per ritemprare le mie forze a nuovi lavori. Oggi, grazie alle fatiche del traduttore, acquisto il diritto di cittadinanza anche presso la sua letteratura scientifica. La distinta intelligenza del prof. Levi Bianchini dá garanzia per la scrupolosa fedeltà della versione: ed è fortuna che non capita a tutti gli autori. La psicoanalisi mi sembra degna dell'attenzione dei medici e delle persone colte, soprattutto per gli stretti legami che istituisce fra la psichiatria e molte altre scienze dello spirito: legami che ho cercato di illustrare nelle loro linee d'insieme in un articolo sulla rivista “Scientia”, di Bologna, nel 1913."
Così scriveva S. Freud nella prefazione all’edizione italiana del suo saggio “Sulla psicoanalisi” curata da Marco Levi Bianchini, suo primo traduttore in Italia.
A Levi Bianchini, figura controversa ma capace di intuizioni di valore - introdusse ad esempio la traduzione del concetto freudiano di Ubertragung come "transfert", e in una monografia sempre del 1913 scrisse che l’isteria nulla toglieva alla "dignità morale ed antropologica alla donna” (p.352) - si deve la fondazione della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) avvenuta “il 7 giugno 1925, alle ore 15, nei locali della Direzione del Manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo”.
A questa riunione fondativa, che verrà seguita da un'altra data importante quando nel 1932 la SPI verrà rifondata da Edoardo Weiss, presero parte 13 medici tra i quali lo stesso Weiss, che divenne primo Presidente della SPI, mentre Levi Bianchini assunse il ruolo di Segretario.
Nel 1920 Levi Bianchini fondò l’Archivio Generale di Neurologia, Psichiatria e Psicoanalisi, che nel 1926 fu riconosciuto come organo ufficiale della SPI. La rivista si distinse per il suo impegno nella diffusione del pensiero freudiano in Italia, pubblicando, tra l’altro, un numero monografico in occasione del settantesimo compleanno di Freud.
La sua attività proseguì anche dopo il 1938, nonostante l’emarginazione professionale dovuta alle leggi razziali.
Nel dopoguerra fu presidente onorario della rinnovata SPI e fondatore di nuove riviste a indirizzo psicoanalitico, lasciando un contributo decisivo allo sviluppo della disciplina in Italia.
Con questo breve cenno vogliamo ricordare il centenario della SPI che verrà celebrato, oggi, 7 giugno a Teramo, non senza una minuscola nota d'orgoglio nel sottolineare come il lavoro che Freud menziona nella sua prefazione alla traduzione di Levi Bianchini si conclude con la citazione di un suo scritto pubblicato per la prima volta in Italia nel 1913 su "Scientia", una rivista edita a Bologna.
Per approfondimenti sulla storia della Società Psicoanalitica Italiana https://www.spiweb.it/la-ricerca/ricerca/levi-bianchini-marco/