La scelta di inaugurare una rassegna di film biografici con uno dedicato a Lady Diana mi è parsa quanto mai azzeccata. Non tanto perché il film brilli in maniera speciale nella filmografia a lei dedicata, già tanto ricca e prolifica da suscitare seri dubbi nello stesso produttore (Simon Chinn) sull’opportunità di metterlo in cantiere, come lui stesso ha confidato nella breve discussione con la sala che ha fatto seguito alla proiezione.
Della vita di Diana, nel corso degli anni che hanno preceduto e seguito la sua morte, si è infatti già detto, scritto e rappresentato tutto ed in tutti i modi possibili.

Questo documentario, composto da una quantità enorme di filmati selezionati dal regista, anch’egli presente all’inaugurazione, non aggiunge nulla di nuovo. Semmai si distingue per non sposare una tesi precostituita, non schierarsi in maniera netta da una parte o dall’altra, nè porre al centro la questione della responsabilità della sua morte, con tutti gli interrogativi che ha suscitato. Anche nel raccontare Diana non insiste nel volerne costruire un ritratto psicologico definito e convincente.

Cerca semmai di mettere a fuoco un punto che ancora resta enigmatico e misterioso di tutta questa storia: come mai attorno a Diana Spencer si è concentrato un interesse così forte ed un coinvolgimento così straordinario di milioni, se non miliardi di persone?
Come ha potuto divenire una presenza così familiare a persone che non la conoscevano affatto ma che si sono sentite così vicine a lei?
E’ in fondo lo stesso mistero del Cinema, del suo potere di coinvolgerci nelle vicende di personaggi a noi sconosciuti ma che ci toccano nel profondo, ci entrano dentro e ci fanno entrare dentro di loro, dentro le loro vite e così facendo anche le nostre ne sono in qualche modo modificate.

Il film non risolve certo questo enigma ma ha il pregio di rappresentarlo in maniera efficace e di spingerci ad interrogarci non tanto sulle vicende di Lady D quanto su di noi e sul senso del nostro coinvolgimento nella sua vita. O, come dice il regista in un’intervista a Rolling Stone, “girando il riflettore verso il pubblico”.
Quale migliore inizio per un Festival del cinema biografico?

Il film sarà trasmesso su Sky Documentaries e in streaming su Now in concomitanza con l’anniversario della scomparsa di Lady D (31 agosto)

 

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