A pochi giorni dalla sua scomparsa vorremmo dedicare il nostro ricordo a Stefano Benni, caleidoscopico narratore ed originalissimo disegnatore, capace di evocare universi inimmaginati e personaggi meravigliosi come si può ben capire osservando alcuni dei suoi schizzi.
Ne condividiamo qui alcuni, tratti dal suo celebre libro “Stranalandia”. Queste illustrazioni non hanno una funzione meramente descrittiva del testo cui sono correlate; sembrano piuttosto aggiungere ad esso qualcosa di nuovo potenziando l’intenzione sarcastica e l’efficacia multisensoriale sprigionate dalle parole dell’autore.

Vorremmo quindi ricordare l’originale genialità di Stefano Benni facendo riferimento in particolare alla sua fortunata invenzione letteraria intitolata "Psicopatologia del lettore”, testimonianza delle sue doti umoristiche brillanti ed acute. Il titolo di questo testo sembra echeggiare per assonanza il celebre volume freudiano del 1901 “Psicopatologia della vita quotidiana”, in cui Freud osservava come alcune manifestazioni del vivere quotidiano dell’uomo ad esempio i lapsus, gli errori involontari nella scrittura, le azioni compiute in modo indesiderato non fossero fatti casuali bensì precise e significative esplicitazioni dell’Inconscio.
Parallelamente Benni, con puntuale ironia ma mai privo di calda affettuosità, descrive alcune condotte “bizzarre” del lettore comune quali ad esempio alcune sue ossessioni, fobie e manie proprio come fossero i sintomi nevrotici di cui parlava Freud, mostrando come la passione per la lettura possa essere talvolta così radicata e totalizzante da condizionare considerevolmente il comportamento dell’ essere umano.
Condividiamo qui qualche riga molto divertente relativa al tipo di lettore che lui definisce “fissato”.
IL LETTORE FISSATO
Terrore di ogni libraio, il lettore F si riconosce dagli occhiali molto spessi, dall’andatura decisa e dal foglietto che tiene in mano. Questo lettore cerca da mesi, da anni, forse dalla nascita, un libro introvabile, e in questa ricerca ha ormai consumato l’esistenza.
Ma non demorde. Eccolo avvicinarsi all’incauto libraio e chiedergli le Note sulla composizione gregoriana nelle chiese trentine dell’abate Vermentin, edizioni La Talpa Bianca, Castel Luvisonio. Il libraio, dopo aver consultato i suoi ricordi e il computer, gli comunica di non avere nessun titolo simile. Alle ulteriori pressioni del lettore F vengono consultate prima la voce Note, poi Gregoriano, poi Chiese, indi Trentino, Vermentin, Talpa Bianca. Non appare alcun abate Vermentin nella storia della letteratura. Le edizioni Talpa Bianca risultano aver pubblicato un solo libro sui funghi nel 1953, e poi sono scomparse
nel nulla. Non esiste, sulle carte geografiche, la località Castel Luvisonio. Ma il lettore F non demorde. Resta fermo davanti al libraio, col suo biglietto, chiedendo se si può fare qualcosa, magari consultare gli archivi della CIA. A volte si mette a piangere
sommessamente, nei casi più gravi ha un leggero mancamento. Dopo che l’intera libreria si è mobilitata, si è chiesto aiuto a due librerie trentine, si è convocato il parroco della chiesa limitrofa e si è litigato con tutte le centraliniste d’Italia chiedendo la linea con Castel Luvisonio, il direttore della libreria in persona si presenta dal lettore F e gli comunica ufficialmente:
“Mi dispiace signore, ma il suo libro è introvabile”.
“Grazie”, risponde il lettore F, “tornerò domani”.
Grazie a Stefano Benni per ricordarci tutti i giorni quanto praticare la fantasia con coraggio e curiosità serva, un po' come accade nella psicoanalisi, a conoscere meglio se stessi, dando forma e parola a ciò che ancora non ne ha.