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Report - “Legami e duelli: Giudice e Psicoanalista davanti alla coppia in conflitto”

(a cura di Laura Ravaioli)

La tradizionale giornata organizzata dal gruppo “Psiche-Dike” del Centro Psicoanalitico di Bologna (CPB) sabato 10 febbraio 2018 ha avuto come tema quest’anno “Legami e duelli: Giudice e Psicoanalista davanti alla coppia in conflitto”.  L’introduzione del Dr. Gino Zucchini, socio del CPB e tra i fondatori del gruppo, ha sottolineato l’analogia tra il Giudice, super partes nei procedimenti giudiziari, e lo Psicoanalista, anch’egli con una funzione che lo pone al di sopra delle parti in conflitto all’interno dell’individuo (intrapsichiche) e non solo di fronte alla coppia. Attraverso l’esempio di Coppi e Bartali (in eterna rivalità, ma che nell’immagine proposta si passano una bottiglietta d’acqua durante una gara) egli ha aperto la possibilità che da un “duello” si possa arrivare ad un “duetto”.

Anna Roncarati, Psicoanalista del CPB ed esperta in Bambini e Adolescenti, ha iniziato il suo intervento ricordando una massima sportiva per cui si è “avversari quando serve, nemici mai”. L’illusione ottica suscitata dall’immagine “La vecchia e la giovane”, analizzata dallo psicologo americano E.G. Boring,  permette di illustrare alla coppia in conflitto due diverse verità e che esistono molti “fantasmi che abitano la coppia”, parafrasando i fantasmi nella culla di Fraiberg (1975). La dottoressa Roncarati propone un approccio clinico in cui la vicinanza non sia intrusiva né distanziante, ed in cui la rabbia, che si accompagna sempre all’amore nelle storie raccontate al Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), non sia negata, ma contenuta. Nel gioco d’equilibrio tra aspetti introiettivi e proiettivi, per cui l’altro diventa spesso ricettacolo di aspetti scissi di sé, diventa talvolta impossibile per un membro della coppia mettersi nei panni dell’altro fino ad arrivare a bizzarri rituali di “decontaminazione” nel passaggio tra le case dell’uno e dell’altro genitore - in cui ai figli è rifiutata la possibilità di portare con sé vestiti e giocattoli, quasi che contenessero i “germi” dell’altro (L. Masina et al, 2013) o  utilizzando i minori per saziare la propria fame di vendetta e  dimenticando il loro fondamentale diritto di amare sia il padre che la madre e di essere da loro amati.

Il rancore è alla base delle separazioni che non riescono diventare mai effettive, perché la coppia continua l’eterno duello senza esclusione di colpi, ed è intrappolata in un passato che non può essere “s-cor-dato”- ovvero allontanato dal cuore: “Non si riesce ad abbandonare - dice A.Roncarati - l’oggetto d’amore che fu”. Una consulenza psicoanaliticamente orientata può  aiutare la transizione da una “memoria del rancore” – il desiderio di “prendersi la rivincita”- ad una “memoria del dolore” che presuppone una sana elaborazione del lutto che permetta successivamente di rivolgere ad altro il proprio investimento affettivo (Kancyper, 1991). A questo compito Roncarati ha richiamato non solo il CTU, ma anche il Consulente Tecnico di Parte (CTP) che dovrebbe saper abbandonare l’idea di una vincita ad ogni costo ed evitare di coinvolgersi in dinamiche che riconoscono una vittima ed un carnefice, o santi versus peccatori.

Il Giudice Francesco Rosetti ha ricordato l’Art.11 della Costituzione italiana, per cui “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo” e lo utilizza come un suggerimento da applicare anche rispetto alla coppia in conflitto. Coglie un piccolo refuso, nelle relazioni scritte di cui dispongono i relatori, che ha trasformato un “contenendo” in “contendendo”:  afferma che trattasi di un lapsus freudiano, perché la situazione in cui ci si trova è proprio quella di un contendere! - dimostrandosi un interlocutore ideale, nel mondo Dike, per gli psicoanalisti e gli altri operatori “psi”- psicologi, psicoterapeuti, psichiatri. Il Giudice Rosetti ha illustrato alcune differenze nell’esperienza presso il Tribunale Ordinario rispetto al Tribunale dei Minorenni, dovendo gestire presso quest’ultimo affetti particolarmente drammatici e legami squilibrati, in cui i genitori si oppongono a quella che è chiamata indebitamente ed infelicemente “sottrazione del minore”.  Per quanto riguarda il Tribunale Ordinario egli ha messo in guardia come, anche dietro le separazioni consensuali che sono la grande maggioranza, si nascondano spesso conflitti irrisolti.  Se tra le restanti separazioni giudiziali non tutte presentano elementi di sofferenza tale da richiedere l’ausilio dei consulenti tecnici psicologi, il Giudice ci ricorda che i grandi assenti rimangono i bambini, che non sono legalmente rappresentati da un difensore nonostante le decisioni incidano sensibilmente nella loro vita: questa è la ragione per cui  i quesiti peritali sottolineano la necessità di salvaguardare l’interesse dei minori. E’ affrontata inoltre la questione dei tempi processuali: come sono vissuti? Cosa accade tra un’udienza e l’altra? E la questione del Giudice come persona: come si relaziona alle parti? Egli richiama la necessità di una giusta vicinanza, non tanto di una giusta distanza dalle parti, e l’importanza della sensibilità e della capacità di ascolto. Ci ha invitato a pensare alla stanza del Giudice come ad una stanza di compensazione del conflitto, in cui le richieste possono sfociare ad un provvedimento che non è comunque mai la soluzione, ma lo spunto da cui partire per un nuovo modo di rapportarsi, le disposizioni minime a cui i genitori devono attenersi nel rapporto con i figli e tra di loro, a cui lui auspica possa essere applicata una certa elasticità e la capacità delle parti di andare oltre.

Massimo De Mari, Psicoanalista SPI afferente al Centro Veneto di Psicoanalisi, ha moderato l’intervento dei due relatori - brillantemente paragonati a due jazzisti che improvvisano sul tema centrale -  e la discussione in sala, con interventi piuttosto distribuiti nella quarantina di partecipanti che hanno informato delle iniziative pubbliche e private di cui erano a conoscenza o di cui avevano fatto esperienza.

Nel pomeriggio Giorgio Mereu, Psicoanalista del CPB,  ha introdotto i relatori della tavola rotonda. Lucia Giaccotto ha integrato nel suo intervento il suo doppio ruolo di Psicoanalista e di Psichiatra presso residenze a trattamento intensivo (RTI) e Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) riportando i pensieri suscitati dall’incontro tra gli operatori sanitari e gli autori di reato e sottolineando il rischio di agiti. Si è poi interrogata sui femminicidi, attraverso ipotesi che prendono in considerazioni gli aspetti intrapsichici, relazionali (Filippini, 2005) e sociali.

La dott.ssa Nuzzo, responsabile del Servizio Sociale Tutela Minori, ha parlato delle difficoltà di elaborazione delle coppie conflittuali che arrivano al servizio. Il dr. Magliaro, attualmente GIP presso il Tribunale di Bologna, ci ha portato a riflettere sul fatto che di fronte al magistrato penale è già stata superata una certa soglia per cui il conflitto non è più gestibile dalle persone coinvolte. Sembrerebbe quindi che i giochi siano già stati fatti, invece, rilancia, “è tutto, sempre, in evoluzione” e si interroga sul significato che il provvedimento assume per le persone interessate (di punizione, risarcimento?) che può  aprire dunque ulteriori questioni affettive, anziché chiuderle.

L’Avv. Zaccaria, anche Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Bologna, ha rimarcato la differenza tra la coppia conflittuale, ancora in una situazione di supposta parità, e la coppia dove c’è violenza e prevaricazione di uno sull’altro. Ha ricordato che le motivazioni che portano una donna a non allontanarsi da un compagno violento sono spesso la dipendenza economica ed affettiva, e che non vi è solo la denuncia come strumento di emancipazione, ma anche e soprattutto la richiesta di aiuto presso un centro antiviolenza.

Il dr. Mereu ha svolto il ruolo di chairman di una vivace discussione tra diversi colleghi che ha coinvolto tutto il pubblico e che si è protratta per oltre un’ora e mezza, e concluso i lavori di una bella giornata di confronto e condivisione, invitandoci tutti ad un prossimo anno.   

Riferimenti Bibliografici

Costituzione della Repubblica Italiana (PDF), in Gazzetta Ufficiale, nº 298, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, dicembre 1947

Filippini, S. (2005) Relazioni perverse. La violenza psicologica nella coppia. Franco Angeli Ed.

Fraiberg S, Adelson E, Shapiro V. (1975). Ghosts in the nursery: a psychoanalytic approach to the problems of impaired infant-mother relationships. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 14(3):387-421.

Kancyper, L. (1991) Resentimiento y remordimiento: Estudio psicoanalítico. In it. Il risentimento e il rimorso. Uno studio psicoanalitico, Franco Angeli Ed., 2003.

L. Masina, A. Roncarati, M. Vittorangeli - La consulenza tecnica per il tribunale: psicoanalisti al lavoro su un terreno di frontiera -Relazione presentata al II Convegno Nazionale sul lavoro analitico con i bambini e gli adolescenti, Bologna 15 e 16 febbraio 2013.

Febbraio 2018

 

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